Buone regole




Questi suggerimenti non vogliono avere la pretesa di esaurire in questo blog un argomento di vasta trattazione e grande importanza. Vogliono essere informazioni di base nella prevenzione dei rischi in montagna come nella vita.

· Il dono della vita

La vita va rispettata e amata. Di fronte all’incertezza del rischio meglio rinunciare. Modestia, umiltà ed intelligenza anche questo richiede il rispetto della vita e deve riguardare anche i compagni di salita e chi si incontra sul percorso, deve riguardare certamente l’amore verso le persone che ogni giorno sono al nostro fianco.

· Imparare dall’esperienza ed apprendere le competenze tecniche

Significa mettere in pratica la lezione che altri hanno imparato sulla loro pelle, quindi l’esperienza di un compagno o quelle maturate personalmente attraverso la pratica e l’apprendimento.

· Il valore della conoscenza e della cultura

Se in montagna l’uomo sbaglia è perché in molti casi non segue le regole o perché non si preoccupa di conoscerle. Presunzione si può dire, dare tutto per scontato, un comportamento negativo legato a una mancanza di cultura e di conoscenza del mondo-montagna. La conoscenza ti permette di progredire in sicurezza specie su un terreno come quello delle montagne del Pollino.
Bisogna essere preparati ad eventi imprevisti, come temporali e nebbie, che impediscono l’orientamento o ad altri tipi di pericoli, malori improvvisi, incidenti ed altro ancora.

· Rispettare e valutare i propri limiti

La montagna non deve essere considerata un nemico da abbattere. E’ buona norma percorrere itinerari adeguati alle proprie forze ed alla propria esperienza, iniziando dai più semplici e brevi e poi gradualmente affrontando percorsi più impegnativi.

· La forza della rinuncia

A volte non è facile, specie se di mezzo c’è l’entusiasmo e la forza della giovinezza, quando si è troppo sicuri di se stessi e si pensa di poter dominare le grandi forze della natura, tutto ciò porta ad una sorta di incoscienza che non fa vedere i pericoli.
Spesso non si rinuncia perché, magari anche solo inconsciamente, in caso di problemi, si sa delle possibilità di intervento degli uomini del CFS e del Soccorso Alpino. Questo è un fatto molto grave perché è disonesto mettere a rischio la vita degli altri per le proprie ambizioni, soprattutto di questi tempi che le montagne sono molto frequentate e gli uomini o volontari che siano non possono essere dovunque e poi non sono macchine pronte all’uso.

· Preparazione mentale e buon senso

La montagna non è un campo da gioco e non ama i fanatici dei record. L’imprudenza, la leggerezza e la faciloneria si pagano a caro prezzo. Far prevalere sempre il buon senso e mai il desiderio di arrivare.

· Evitare i ritmi frenetici della quotidianità rispettando la libertà

In montagna si va soprattutto per dialogare con la natura e con se stessi. A volte il portarsi dietro i ritmi frenetici della vita quotidiana non solo non permette di gustare a fondo l’escursione, ma ciò può essere a volte causa di incidenti. Il correre in continuazione sono condizioni che vanno a discapito della libertà. Durante l’escursione godetevi la ricchezza e la comunione con la natura, ciò si raggiunge soltanto osservando l’ambiente che vi circonda.

· Imparare ad ascoltare e a rispettare la natura

Un fiore raro, un’alba, un tramonto, una sorgente, il luccichio della neve sotto i raggi del sole, il veleggiare di un’aquila reale… il silenzio che sale tra le vette. La natura ci invia continuamente messaggi e ci regala emozioni indelebili che rimangono per sempre nel nostro cuore, sono la pace, la serenità e la gioia di vivere. Per ascoltare la natura bisogna lasciarsi dietro i ritmi frenetici della quotidianità, sforzandoci di percepire i numerosi messaggi che la Madre Natura ci invia in continuazione. Il risultato sarò libertà e gioia di vivere.

· Rispetto dei luoghi e della gente

Rispettare la gente e i luoghi che si attraversano è segno di educazione e di grande civiltà.