19 aprile 2016

Oltre la montagna


Oltre la montagna ho attraversato i miei anni, come nervi in tensione ho vissuto da radice scavando fra successi e sconfitte, illusioni e realtà. 
Primavera come acqua che bagna di vita, nodo di emozioni nella rinascita di prati, pascoli e boschi. Rigagnoli come vene argentee, brucio al sole delle mie emozioni perché della Natura io sono parte. Solo con i miei polmoni, le mie gambe ed i miei occhi per ammirare tutta la bellezza che mi circonda respirando l’azzurro del cielo e gli umori della terra umida. 
Oltre la montagna mi appresto a partire, nella carne mi lascio respirare, come tela di ragno mi crogiolo al cielo, in questi giorni appaganti sfrondo via tutto, affamato di sentieri, di luce e anima, nella carne sento il profumo dei nevai a primavera. 
Nella carne che brucia rendo unica la mia vita, senza compromessi o calcoli scelgo cosa voglio essere. Nella semplicità delle cose si arricchisce la mia esperienza, una leggera carezza su un fiore sbocciato, il soffermare lo sguardo sui leggeri volteggi di un corvo imperiale, restare in balia del vento e sentirne il suo richiamo tra le fronde dei pini loricati. 
Oltre la montagna rimango solo con me stesso, sul mio vuoto interiore e non ho più fame, solo sete e tutto diventa sforzo e pensiero, oltre la mia cima per guardarmi dentro e interrogarmi su Qualcosa che va oltre questa vita, almeno solo per un momento. 
Oltre la montagna mi consumerò fino in fondo, oltre pezzi di strada fatta assieme che ora si dividono scorgo i segni e le mutazioni, tra sfasciumi di roccia e possenti rami indomiti scorgo le forme sottili del caos, strati instabili, due mondi un solo territorio sospeso, rude ma sincero, niente a che vedere con quello degli uomini subdoli incancreniti dalla doppiezza. 
Oltre la montagna ho appeso l’equilibrio dei miei giorni, la parte migliore di me, la luce di un sorriso che l’ombra del quotidiano non può spegnere. 
Oltre la montagna tarderò a sera quando ancora ci sarà luce lungo il mio sentiero, quando le ombre scivoleranno dai pendii e l’ultimo raggio di sole come una scheggia illuminerà le profondità del mio animo. 
Oltre quelle voci che regalano storie e a chi sa coglierle svelano piccoli e grandi segreti, offrono attimi intensi come un’intera esistenza.
Oltre il “mio” Pollino resta un luogo mediterraneo che ha qualcosa di magico ed affascinante, montagne che hanno la stessa dignità dei rilievi alpini e che portano con sé tanti miracoli della natura dove si annidano giacimenti fatti di luce, pendii, boschi e storie come quelle della natura che le anima. 
Oltre la montagna, oltre il mio destino alla ricerca di altri mondi e di altre libertà.


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