16 febbraio 2016

Borsa Internazionale del Turismo 2016


Anche quest’anno la Borsa Internazionale del Turismo si è conclusa. Esperti del settore provenienti da varie parti del mondo e da diversi settori merceologici si danno appuntamento dal 1980 a Milano. Quest’anno ho voluto vivere questa esperienza che si è rivelata molto positiva e costruttiva.
A detta degli operatori e da più assidui frequentatori negli ultimi anni la manifestazione ha subito un rallentamento a causa certamente della crisi economica ma soprattutto delle difficili situazioni sociali e politiche in molte parti del mondo. 
Quest’anno i paesi partecipanti sono stati cento. Duemila le aziende che hanno aderito e circa 62.000 i visitatori intervenuti nella tre giorni appena conclusa. 
Nei due padiglioni destinati agli espositori italiani in cui lo stand più efficace anche dal punto di vista di comunicazione turistica è risultato, a mio modesto parere, manco a dirlo, quello della Regione Toscana che si dimostra ancora una volta al top del turismo sostenibile, con sei strutture turistiche premiate con gli Oscar dell’ecoturismo 2016, un riconoscimento nazionale assegnato alle 26 migliori strutture affiliate all’etichetta ecologica dei Legambiente Turismo. 
Tutta sostanza e competenza lo stand della Regione Lombardia, per me una vera scoperta per quanto riguarda l’offerta turistica. 
Fastoso, ma alquanto anonimo, lo stand della Regione Calabria. Mi verrebbe da dire troppo fumo e troppe hostess. Dal messaggio turistico dello stand calabrese risaltava solo il mare, come dire la Calabria è solo mare, la montagna è inesistente. Quando poi ti avvicini allo stand scopri che la Calabria ha molta montagna inserita in tre importanti Parchi Nazionali: Pollino, Sila ed Aspromonte, promossi su materiale pubblicitario trito e ritrito, sicuramente avanzato all’Expo dell’anno prima. Un vero peccato per il territorio che rappresentiamo! 
Idem lo stand della Regione Basilicata che ha puntato tutto su Matera 2019 Capitale Europea della Cultura, veramente troppo poco per una terra altrettanto ricca di storia e tradizioni nonché di paesaggi meravigliosi tra cui le montagne del Pollino. Anche qui le solite brochure che girano da qualche anno, viste e riviste. Interessantissime e molto attive gli stand della Regione Friuli Venezia Giulia e della Regione Puglia. 
Sempre all’interno dello spazio dedicato all’offerta turistica italiana, molto interessante l’area dedicata alle vacanze attivo-sportive, la Destination Sport, una novità promossa nella passata edizione e quest’anno rilanciata con molte più discipline sportive quali il rafting, il canyoning, la canoa, il water sports, l’arrampicata, il golf, l’equitazione e tante altre. Infatti in questo spazio i visitatori potevano cimentarsi in diciannove attività outdoor assistiti da esperti che spiegavano tutti i segreti e i consigli per godersi al meglio una vacanza improntata alle attività all’aria aperta, dove inoltre era possibile testare attrezzature in anteprima. 
Promossa anche quest’anno, nel solco della passata edizione, l’area Food and Wine dedicata ai prodotti tipici più rappresentativi dell’Italia. Uno spazio che le mie papille gustative hanno trovato molto interessante. Infatti quest’area era specifica per il turismo enogastronomico e culturale improntato alla scoperta di prodotti tipici e tradizioni locali con tanto di assaggio e degustazioni varie. 
Nel padiglione dedicato agli espositori internazionali i paesi asiatici sono stati quelli più attivi, nonostante le numerose zone “calde” presenti in questo continente. Molta animazione nello stand di Cuba, non poteva essere da meno, ma anche in quello dell’Iran, al debutto in questa manifestazione, con musiche e canti molto particolari. Al debutto un altro paese asiatico quello del Kazakistan. Sontuosi gli stand dell’Egitto e della Giordania. Di grande impatto lo stand della Cina che conferma l’ascesa inarrestabile di questo paese come meta del turismo mondiale. 
Alla luce di questa esperienza, da ripetere sicuramente, vorrei fare alcune considerazioni che potrebbero sembrare banali e già risapute ma che non sempre sono recepite abbastanza dagli operatori locali e dal Comune che dovrebbe fare da capofila per quanto riguarda le opportunità turistiche da creare o rilanciare.
La prima. I consumatori stanno diventando sempre più esigenti ed attenti soprattutto ai prodotti e servizi che acquistano. E’ ormai acquisito che più che una vacanza oggi si vende uno stile di vita, un’occasione per vivere esperienze uniche e che diano sensazioni forti, non solo a livello fisico e psichico ma anche a livello enogastronomico. La seconda considerazione. Il valore aggiunto per fare un ottimo turismo è il calore e l’accoglienza, far sentire gli ospiti a casa. Uno degli aspetti più sentiti dagli ospiti, infatti, è proprio la qualità del servizio, inteso come attenzione. Spesso un sorriso e un po’ di buona volontà a risolvere un eventuale problema rende molto di più di tante brochure patinate e pubblicità dispendiose. Ma l’accoglienza il più delle volte non è solo quella dell’operatore turistico. Le persone con le quali un consumatore, un turista vengono in contatto vanno dal semplice cittadino, al vigile urbano, al gestore di un punto vendita, è da questi contatti che alla fine scaturisce un’esperienza di acquisto, di permanenza, un ricordo, più o meno gradevole che attiva il cosiddetto “passaparola” positivo o negativo nel luogo che hai visitato. 
La terza considerazione. Utilizzare al meglio i prodotti tipici locali per valorizzare l’identità, la qualità e la cultura di un territorio. Trasformare in servizi le esperienze di degustazione da inserire all’interno di sistemi più ampi tipo fiere, sagre, mostre, eventi, ecc., per puntare a valorizzare il territorio stesso.
Nel nostro piccolo, parlo del borgo di Morano, se si vuole iniziare ad invertire la tendenza bisogna puntare a creare un’immagine ed una comunicazione coordinata tra le attività e gli operatori presenti nella comunità, anche attraverso un unico sito internet, per cui creare una strategia turistica complessiva e le necessarie sinergie tra i vari attori turistici locali, in modo da porsi in maniera unitaria e forte sul mercato turistico, così come la capacità di proporsi con un’offerta museale complessiva ed integrata e rendere concreta la possibilità di fruire di un circuito di chiese aperte all’interno del centro storico. 
La realizzazione di un tavolo di coordinamento del programma degli eventi estivi al quale far partecipare i diversi soggetti locali per evitare sovrapposizioni e diseconomie. Programma di eventi che deve partire con netto anticipo per essere pubblicizzato attraverso tour operator e operatori del settore.
Rendere la Festa della Bandiera non solo un qualcosa che riguarda il paese, ormai troppo caduta nel monotono, ma far partecipare direttamente i visitatori che da spettatori diventano protagonisti attraverso la possibilità di indossare anche loro i costumi storici.
Ci sono tante altre situazioni, obiettivi e scenari da analizzare e proporre ma non è l’intento di questo post, sicuramente tanti altri aspetti potranno e saranno approfonditi in seguito. Infine mi viene da dire che per creare un appeal verso il nostro amato borgo bisogna rendere innanzitutto gradevole l’ambiente urbano. Pulizia ed ordine potrebbero essere già una discreta base di partenza per non far scappare il visitatore, successivamente dovremmo chiederci tutti: “Perché il turista dovrebbe venire a Morano?” . 

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