8 novembre 2015

Nuovi risvegli



Siamo a Colle dell’Impiso, i colori sono già soffusi, vivi e mutevoli. Oggi andremo alla ricerca di emozioni semplici, attimi brevi per superare limiti insperati che lasceranno limpidi ricordi.
Quando ci mettiamo in marcia il sole trafigge i rami degli alberi in un intercalare di luci che rendono ogni attimo eterno. Come un arco che non smette di tendersi saliamo e più la luce emerge e ci inonda quasi come se questa giornata fosse fatta per riassaporare il sole.
L’aria è calma, non un filo di vento percuote i rami policromi, in silenzio stacchiamo la spina del nostro vivere quotidiano, solo il fruscìo delle foglie sul sentiero ci ricorda che stiamo naufragando dolcemente in un mare colorato di profondissima quiete.
All’uscita sul Piano di Toscano la natura fa sentire forte il suo respiro. In questa luce cruda le montagne attorno sembrano ancora più vicine, basta stendere la mano per toccarle. Siamo diretti a Serra delle Ciavole, per me tra le cime del Pollino più belle che si possa desiderare di raggiungere. Si erge sopra i Piani, mentre avvolta dal silenzio ci scruta.
In questa sosta il sole scalda, ci accorgiamo anche noi del profondo silenzio che ci avvolge, poi come in un sogno, nel momento in cui imbraccio lo zaino, socchiudo gli occhi cercando nella luce del cielo un soffio di leggerezza, un attimo di pace da portare in fondo al mio grande silenzio.
Credo che la montagna rappresenti l’espressione più bella di libertà, questo avvicinarsi al cielo e assaporare piccole cose come un dono, ritrovando se stessi, la pace ed anche la gioia.
Ci muoviamo in un’atmosfera arcana, osservati da figure spettrali e contorte. Immersi in questo paesaggio riscopriamo forte il sapore dell’avventura e l’escursione, l’affiatamento del gruppo diventa un’esperienza impagabile.

Sulla vetta il paesaggio è sconfinato di una violenta bellezza. A questa altezza tempo e spazio non sono nulla. Qui non vige più nessuna delle leggi che conosciamo.
Questa cima è pervasa da profumi e atmosfere diverse, l’orizzonte un connubio di forme, di luci dense e penetranti che gli occhi non ci bastano più. Siamo così lontani dal quotidiano ma così vicini a noi stessi tanto da sentirci vivere intensamente.
Ritorniamo a casa con le ultime luci pastello che accendono la piramide nord occidentale del Monte Pollino. Mi sorprendo a riflettere su cosa rimane di questi momenti, di questi anni che scivolano via inesorabilmente. Queste sono le esperienze di cui non vorrei mai privarmi, momenti esaltanti fatti di emozioni, nuovi risvegli all’insegna dell’amicizia, dell’entusiasmo e dell’allegria.

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