21 agosto 2015

Montagne di passione



Dopo i boscaioli, i cacciatori ed i pastori che salivano sulle montagne per lavoro o bisogno, oggi siamo noi escursionisti che per diletto e passione saliamo sulle cime del Pollino come necessità di scoprire ed esplorare quello che abbiamo dentro e di raccontare dopo ogni salita quello che di misterioso e magico ci portiamo dentro nello zaino dell’anima dopo la discesa. Perché in fondo anche noi, che del Pollino ne abitiamo ogni piega, non finiamo mai di scoprirlo nell’eterna ed infinita ricerca di scorgere qualche immagine che possa ricondurci alla nostra radice. 
Molto spesso ciò che non conosciamo viene da noi rifiutato, come potrebbe essere “il mondo della montagna” ma è solo penetrandolo con l’esperienza che è possibile viverlo per accoglierne i sogni, le emozioni, le paure , le gioie e i panorami mozzafiato resi ancora più preziosi dalla fatica fatta per vederli.
Chi dice che l’avventura non esiste più, che tutto è stato scoperto, che non ci sono più luoghi da esplorare, forse si sbaglia di grosso. Sarebbe il caso di guardare dentro noi stessi, di ricercare quei sogni che non riusciamo a far emergere per colpa di una società ormai impostata sull’apparire piuttosto che sull’essere.
Quassù si respira un’atmosfera calma che penetra tutti i sensi da far perdere la cognizione del tempo e riportarci ad una dimensione spirituale che è viaggio nell’esistenza, in fondo le montagne sono belle solo se sei capace di vederle davvero!
Oggi abbiamo camminato lungo i sentieri più profondi della nostra anima risvegliando ciò che dorme e che in fondo è lo scopo di ogni incontro. Oggi abbiamo imparato ad apprezzare la fatica e la voglia di metterci alla prova attraverso la natura che ci educa a riconciliarci con la nostra essenzialità. 
Adesso siamo qui a parlare delle emozioni vissute e dei ricordi che ci portiamo a casa. Sono frammenti, spezzoni di esistenza che lentamente tornano alla memoria con l’aiuto delle fotografie e degli amici.
Resta dentro di noi l’immensità degli spazi che sono quelli delle montagne del Pollino, montagne dove è facile cercare luce nel cielo, un soffio di leggerezza, un attimo di pace da portare in fondo al nostro grande silenzio e dove percepire la grandezza del nostro cammino terreno, di chi veramente siamo e che non può essere spiegato a parole. 

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