4 dicembre 2014

Il Cuore di un andare



Lasciatemi vagare tra labirinti di lance come mucchio di foglie mosse dal vento. Lasciatemi sentire solo il crepitio dei miei passi e ristorare il mio spirito in perenni rivoli.
Mentre attraverso la montagna il senso della mia Vita fa lo stesso giro, dentro e fuori ne respiro l’essenza. Mi lascio navigare da questo mare vasto, fatto di ruvidi profili e profondi abissi vuoti. Seguo la luce e le nuvole che corrono. Risalgo e ridiscendo mentre accudisco la mia Anima tra gli orizzonti nascosti di un’inaspettata foschia. 
Sono abbandono ed oblio, mi perdo per ritrovare una libertà originaria e primordiale, sono spazio nel silenzio tra angoli di cielo nascosto, tra creste ora taglienti ora innalzate come grosse vene, divento vino ed acqua fuggevole. Non so se io parlo alle montagne o se esse mi raccontino di loro.
Gracile mi affaccio verso squarci di spazio vivo, un universo estraneo precipita nel mistero per poi risalire incombente tra canaloni ombrosi che risalgono ripidi verso merlature di luce. Timpone della Capanna mi regala oggi un luogo che il mio animo sente così forte, questi giardini di pietra sono il luogo ideale dove restare soli col cielo e  se esiste veramente un dio oggi io ne faccio parte.
Ci muoviamo tra forme tormentate che si innalzano, si inseguono tra infinite pieghe, tra stretti canaloni si compenetrano intrappolando tra le pareti grossi macigni, mentre pietre rimangono in bilico a sfidare il tempo mosaici di vegetazione si annidano tra gli anfratti delle rocce, esili e giovani pini loricati affondano le loro radici avide di vita nella nuda pietra tra precipizi che si perdono nel vuoto.
In questa cattedrale amplifico le emozioni condivise, a dispetto di quelle di tutti i giorni che stando gli uni accanto agli altri sembrano vissute senza alcun contatto reciproco.
Lasciatemi trovare consolazione in questo mutare di luci e cancellare così molte miserie, qui non esistono strade per arrivare alla cima. Lasciatemi sentire cosa è davvero importante, lasciatemi trovare nella fatica  il mio riposo ed il mio svago, perché bellezza e ricchezza si possono perdere ma la gioia provata qui può renderti felice per tutta la Vita. 
Lasciatemi sognare abbracci mancati, lasciatemi smarrire tra i racconti del vento, soffi ineguali e irrequieti si dilatano nella luce. Lasciatemi appartenere alla mia terra, lasciatemi sentire il respiro delle sue pietre, questa bellezza che è frammento di Vita che si allunga fino a non sapere dove.
 
Lasciate che io impari dal silenzio l’idillio del paesaggio, attimi intensi ed indimenticabili carichi di emozioni e sensazioni che solo la montagna sa donare, questo tenero coraggio di sentire la Vita, questa forma di tanti amori che si dileguano col respiro, nuovi equilibri che guadagnano spazio.
Che la luce di tutte le montagne sia sempre con me, con la mia passione, il mio entusiasmo, la mia malinconia e che nel silenzio possa trovare le mie risposte, quel conforto che anima la speranza e non fa perdere la fiducia.

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