20 ottobre 2014

Negli anni...


Si spera sempre che non ci siano imprevisti in questo tempo che aspettiamo. Al tempo non importa della tua vita, ci sei dentro e basta. Il tempo inesorabilmente passa: minuti, ore, giorni, settimane, mesi, anni, il tempo ti avvolge ma resti sempre tu a plasmare la tua vita e se non ci sono imprevisti, mentre la modelli, ti accorgi anche di compiere miracoli.

Per alcuni di noi l’infanzia era finita troppo presto per altri non era cominciata mai. Il tempo si accorcia, si dilata anche a causa della sofferenza e dai dubbi che non si possono chiarire. Siamo cresciuti cercandoci un rifugio sicuro, per alcuni l’amicizia, il gruppo, la famiglia o per altri una passione, uno sport o anche già a quell’età un lavoro o perché no solo una canzone.
L’amicizia che ho vissuto la trascorrevamo divertendoci senza ucciderci, anche se qualche volta si esagerava con vino, birra e vodka, momenti, attimi che non torneranno più tra pianti improvvisi ed amori che credevi sinceri, risate con gli amici in mezzo ai prati oppure ancora un intenso quarto d’ora a giocare a pallone di luglio alle quattordici con un caldo impetuoso, le “pescate” di gamberi al fiume, i “campionati” a calcio balilla d’inverno chiusi in una sala giochi, le marmitte modificate, l’ape cinquanta che girava per le campagne compiendo “razzie” di fave, ciliegie ed uva, i primi amori non corrisposti e quelli mancati, le prime botte, le prime sigarette a nasconderci dietro i muri, gli scherzi telefonici e i “trocculaporti”, il Super Santos comprato mettendo ciascuno cento o duecento lire, il Gaetano Scorza pieno tutti i giorni che non sapevamo dove giocare e poi andavamo sotto gli alberi alle Scuole Elementari e lì ci giocavamo anche in venti.

Ci bastava un pallone ed eravamo fuori a giocare per ore nelle piazze, sulle strade con le macchine che ci sfioravano, poi le corse con le biciclette ed i giri con i motorini nei paesi limitrofi, le giacche di jeans, l’auto con la radio a manetta, ci si voleva bene e l’amicizia era sacra. Noi non eravamo un branco, eravamo un gruppo, anche se non eravamo granché a rimorchiare ragazze non avevamo certo bisogno di un computer per dimostrare i nostri sentimenti. Nessuna preoccupazione, non avevamo paura di niente, solo tanti sogni.
Ci ritrovavamo a cantare sbronzi, quante nottate passate a parlare e scherzare, a scartare l’anima della propria vita e mai a disturbare quella degli altri, quando la musica era la migliore medicina per l’anima e nessuno era schiavo di internet.
 
Erano anche periodi incerti e bui quelli dell’adolescenza e dell’inizio della salita verso l’età adulta, periodi che ti proiettavano in gironi infernali dove bisognava farsi forza ed aggrapparsi alle cose che contavano, aggrapparsi a quei miracoli che giorno dopo giorno ti costruivi. Tutti quei momenti passati ad aspettare quel qualcosa che attendevi per ore ed ore e non arrivava mai, quella gioia che aspettavi da tanto e non veniva. Alti e bassi, non scorderò mai tutte le volte che sono caduto e mi sono rialzato.
Negli anni queste mani hanno afferrato, trattenuto e perso. Hanno atteso l’amore per poterlo accarezzare con l’innocenza di un bambino. Negli anni sono aumentati i graffi sul cuore e tante persone che ho conosciuto non ci sono più ma conservo nitido il ricordo di coloro che hanno abitato il mio passato e le cose che sono successe, per ognuno conservo un posto nella memoria e per altre nel cuore.
Negli anni non ho mai sprecato il mio tempo anzi c’ho messo dentro tutto ciò che poteva darmi un senso. Negli anni ho pensato spesso a certi momenti cui non vedevo l’ora che passassero. Negli anni, in ogni giorno che passa, mi avvicino alla vetta con gioia sempre con la stessa voglia di emozionarmi, stesso battito sempre vivo.
Negli anni mi sono accorto che la maggior parte degli amici che ho avuto nel corso del tempo li ho persi, ma non per un litigio ho chissà cosa, perché poi ognuno di noi se ne andato per la sua strada e tutto si è concluso lì, ma per fortuna ho continuato ad incrociare la vita con tanta altra gente. Negli anni la vita che scorre, chissà noi che ci siamo persi se un giorno avremmo il coraggio di ritrovarci.
Oggi anche per me sono arrivati “Gli anni”, la canzone che tanto tempo fa sentivamo a manetta alla radio, quante volte abbiamo fatto girare quella cassetta gialla, sicuramente con meno rimpianti di come cantava Max, anche se in fondo questa canzone per ognuno di noi potrebbe essere una storia vera perché chi di noi almeno una volta non ha sprecato un’occasione sbottando in un “porco Giuda”?!.

Oggi sono altri anni, quelli in cui nessuno più combatte e tutti si sono arresi, gli anni della gente che non si vede più in giro, gli anni della tecnologia che illude, degli assassini che non pagano, dei motorini e delle auto che prima rincorrevano sogni ed ora impegni, gli anni dei suicidi e delle depressioni, delle piazze e dei bar vuoti, gli anni dove non esistono più le grandi compagnie, gli anni dove trovi “riparo” solo su facebook, gli anni dei bulli e degli stupratori, dei crolli e delle morti bianche, gli anni dello spread, gli anni in cui non puoi permetterti di dire "oggi non ho voglia" come quando si studiava e potevi saltare un giorno a scuola, sono gli anni in cui non puoi rimandare nulla, gli anni in cui ci si becca per un veloce caffè al bar e non ci si sente mai abbastanza, gli anni in cui cominci a sentire i primi acciacchi, gli anni della società che ci scandisce la vita ora per ora, minuto per minuto, gli anni di un mondo che va a trecento chilometri orari e tu a cinquanta ti schianti contro le tue paure, gli anni dei genitori che si ammalano e poi muoiono e forse si impara a essere davvero figli quando è ormai troppo tardi.

Chissà forse sto “invecchiando” o forse “Gli anni” è solo una canzone che porta alla mente persone, luoghi, avvenimenti belli o spiacevoli della mia vita. Una canzone piena di ricordi presenti, passati e futuri.
Gioco forza si tirano le somme delle cose fatte o non fatte lungo la sequenza della propria vita ed in fondo in fondo non importa cosa sei o cosa fai adesso, veniamo tutti dallo stesso paesello.
Ed io che sto scrivendo queste righe un po’ per nostalgia, un po’ per piacere, sono consapevole di quanto raggiunto finora, dei sogni che ho realizzato e dei miracoli che ancora una volta sono riuscito a compiere e di quanto ancora devo realizzare affinché la mia vita, come quella di ciascuno di voi che adesso state leggendo, sia la somma di attimi e momenti di cui andarne fiero… e allora BUON VIAGGIO A TUTTI, BUON VIAGGIO NEGLI ANNI, anche a quelli che non torneranno più.
(...CONTINUA?)



Chiunque si ritrovi su una foto e non ne abbia piacere, prego di avvisarmi e la foto verrà subito tolta.
Se la foto è di gruppo verrà oscurato il volto.
 

2 commenti:

zioray ha detto...

Voglio dire solo una cosa se qualcuno si offende per quello che hai fatto senza offesa è "Nu CAIMANO" la penultima
foto e' stata fatta la scorsa settimana e come ha detto uno di noi non eravamo tutti e tre insieme dal 2005 questo significa che se c'è un po di vera amicizia anche dopo 10 anni basta una telefonata e ci si rivede senza pensarci due volte. Con questo voglio chiudere se no faccio un testamento dico solo una cosa a qualcuno starai antipatico perché parla senza conoscerti ma chi ti conosce sa che sei un grande e io visto che si parla di ricordi non dimenticherò mai il messaggio che mi hai
mandato dopo l'incidente e da quel momento ho sempre detto che sei un grande poeta grazie di essermi amico un abbraccio "Zio Ray".

Nuwanda ha detto...

Grazie di Cuore "zio Ray". Un caro abbraccio e un arrivederci a presto davanti ad un altro bel boccale di birra!
Ciao

Posta un commento