1 febbraio 2009

E’ domenica mattina, il mio sguardo si perde contro i vetri della finestra, cerco di scorgere le mie amate montagne, ma un lenzuolo di nuvole le copre. Piove incessantemente da ieri sera, prima di addormentarmi ho sentito la pioggia battere sul tetto. Mi piace, nel silenzio della stanza, ascoltare il picchiettio allegro dell’acqua che scivola sulle tegole, la sensazione di essere in un luogo riparato, quando fuori il cattivo tempo avvolge e percuote ogni cosa.
Apro la finestra e vengo investito da un’aria fresca, sento il profumo della neve, le montagne in questo momento si lasciano abbellire dal candore immacolato di leggeri coriandoli bianchi.
L’abitato di Morano sembra un fantasma di pietra che cerca di risollevarsi dai vapori della nebbia che lo attanagliano. Con lo sguardo accarezzo i muri delle case, seguo il profilo dei tetti affastellati, mi imbratto di colori smorti, fatti di fuliggine e muffa, penetro nei vicoli più stretti e profondi, nei pertugi che d’un tratto si chiudono e poi subito si riaprono.
“Sipporti”, archi, fenditure, strade si dipanano, respirano affannate, qualche macchia di verde, poi finestre, occhi persi e smarriti in quest’aria funerea, forse è la nebbia che rende tutto così angoscioso, tutto così tormentato. Se non fosse per qualche camino che fuma sembrerebbe che la vita non abiti più tra quelle case.
Una bella cioccolata calda e fumante mi risveglia, forse stavo solo sognando, o era un incubo, mi ritrovo con le dita sporche di muffa e fuliggine, come se le mie mani avessero arrampicato tra i muri delle case del mio paese, in realtà la polvere che imbratta le mie mani è solo cioccolata.
Non riesco a distogliere lo sguardo dai vetri, il mio pensiero va agli amici che sono impegnati lungo le pendici del Dolcedorme, lungo la via Pietra Colonna. Ho rinunciato, non me la sentivo di affrontare quella via con queste condizioni atmosferiche. Credo che sia anche importante non ostinarsi, ma avere il coraggio di saper rinunciare. Non è facile, specie quando si è giovani e forti si pensa di poter dominare la natura per la troppa sicurezza in se stessi. Anche se a volte, devo ammettere, è estremamente adrenalico trovarsi in “condizioni decisamente non proprio agiate”.
Non importa nulla alla montagna della nostra scalata. Siamo noi uomini, con il nostro cuore a dare un’anima alla montagna. Lei sta lì. Immobile, austera, madre accogliente, a volte severa, ma sempre generosa.
Piove a dirotto, oggi metterò ordine alle migliaia di foto che aspettano da un po’ di anni di essere catalogate, così in un certo senso mi sentirò di nuovo tra i sentieri e le cime delle mie montagne.

Il trillo del forno mi ricorda che sto bruciando la “rusceddra”. Abbrustolita al fuoco avrebbe avuto un altro sapore. Il fuoco. Il fuoco mi ricorda la vita. La vita la alimenti con la passione, con il coraggio, con la fiducia, con l’Amore e la fede. I giorni lieti, come legna secca, si consumano in fretta, quelli tristi, come legna fumosa, sembrano non passare mai. Giorno dopo giorno la fiamma si mantiene viva, ardente, allegra, con gli anni comincerà ad indebolirsi, filamenti sinuosi di fumo, i ricordi, prenderanno il sopravvento sul vampore. I ricordi resteranno a farmi compagnia, chissà se mi basteranno, credo proprio di no, se oggi, nel cimitero, ricordare i momenti passati con le persone care non mi è bastato. Al vento, in quel luogo di pace e conciliazione, ho affidato i miei ricordi, come semi, affinché possa spargerli oltre l’orizzonte… ...così come la mia cenere un giorno si spargerà nella Valle del Sempre, anch’essa, per concimare la radice della fiamma che non muore… …ma questa è un’altra storia.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

trovo nella tua passione per la natura, nella tua coscienza della sua trascendente superiorità, la forte volontà di staccarsi dalla realtà socio-economica dei nostri posti. con questo, al tempo stesso, la sola maniera di motivare la tua presenza in quei luoghi. quasi che volgere lo sguardo e poi incamminarsi verso una montagna possa costituire il solo mezzo per elevarsi. quell'arrampicarsi faticoso e spasmodico simboleggia ai miei occhi il disperato tentativo, nella coscienza che sia l'unico modo possibile, di ascendere e trascendere. come per chi ama l'arte, tutto cio' puo' essere magnifico e sicuramente produttivo dal punto di vista culturale, etico e psicologico. dal mio punto di vista, pero', colgo anche un fondo di amarezza e di impotenza storica. il mio timore e al tempo stesso la speranza che cio' non debba condannare all'alienazione. poiché penso sempre che la nostra amara terra, prima di elevarsi attraverso le gesta dei suoi singoli figli, abbia bisogno di essere trascinata da costoro, forti della loro cultura e della loro moralità, fuori dall'inevitabile oblio alla quale sembra, invece, esser destinata. ma nella tua sicera ricerca, sono con te.

Anonimo ha detto...

...dimenticavo la firma: RedeglianiMali.

U Lupu ha detto...

Caro "fratello", a volte anche le rinuncie hanno il sapore della conquista e ieri, con la neve fin sopra le ginocchia,con quelle condizioni pessime ed estremamente inzuppati, siamo saliti parecchio in alto ma abbiamo fatto si che la ragione e la consapevolezza di non doversi per forza ostinare, avessero un senso e quindi dietro-front! Come dire: chi s'accontenta gode! Non avrei mai pensato di arrivare fino a lì ma la voglia di salire per quell'affascinante via resterà. Non ci perdiamo mai d'animo. E' lo spirito di noi...gente folle che và sù per i monti.
E poi...dietro le nuvole il sole splende sempre!!!
Un caro abbraccio

Salvatore Dessì ha detto...

Il mio Maestro non si smentisce mai!...poesia allo stato puro...parole scolpite con la luce del cuore.
Era ora che divulgassi anche tu il tuo candore poetiche nelle fitte trame di questa rete informatica.
Ti invito a seguire anche i miei spazi virtuali: ne sarei davvero onorato. Visita:
http://www.vestirelospazio.it
http://www.diaframmi.it

Con affetto e stima
Salvatore Dessì

INFOPOLLINO ha detto...

ciao roberto
sono contento che le foto ti siano piaciute, bellissima quella in cui ci siste tu e mimmo pace.....

alla prossima avventura (presto aggiungerò anche io il link del tuo blog)

saluti

Adalberto

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