14 ottobre 2018

Nella casa di un potente...


Ogni volta mi avvicino a Te come un ospite modesto nella casa di un potente. Chi si affida a me lo sa e lo rendo partecipe del fatto che in montagna non per forza si deve o si può raggiungere sempre una cima, ma che bisogna anche sapersi dare per vinti e accontentarsi del possibile. Perché l’andare in montagna non dev’essere un peso, un dovere, ma una Gioia. E oggi è stata una grande Gioia!

2 ottobre 2018

I miei dèmoni

Capita che a volte bussino sotto forma di mille pensieri, di mille sensazioni. Ho bisogno di guardarli in faccia in mezzo alla Natura per combatterli ed al tempo stesso nutrirli. Per farlo ho bisogno di indossare la lucida follia di una certa solitudine e percorrere con consapevolezza luoghi al tempo stesso solitari, posti poco battuti dagli scorci inesprimibili. 
Anche se all’inizio urlano e minacciano, dopo i primi passi sento che si acquietano, i miei demoni vogliono nutrirsi di silenzio, in questi momenti non vogliono incontrare gli uomini. I miei demoni mi accompagnano, a volte li vedo vagare tra grigie ossa di loricati. Altre volte vedo solo ombre. Avverto strani riti tra il nero fumo di tronchi carbonizzati! 
Sulla cresta nord di Serra delle Ciavole i miei demoni mi riportano ai fondamenti della sopravvivenza, a situazioni che devo controllare con tutti i sensi, un oppio potente, cui non può fare a meno il mio Spirito, la mia Anima. Mi spremo fino al possibile a valutare ogni pericolo, ad essere prudente, mantenendomi in uno stato di allerta, tra sfasciumi di roccia e balzi precipiti, fessure nascoste da coltri di ginepri, massi ciclopici incastonati nel cuore della montagna come pelle tagliente. Questa cresta mi passa l’Anima come un incendio. 
Sulla cima arrivano prima di me e poi non sanno più dove andare. Si burlano del mio passo claudicante mentre mi avvicino alla meta. Poi mi assecondano e diventano innocui quando abbraccio l’omino di sassi della vetta, come un amico, come un essere umano. Lo abbraccio, come se avesse un’Anima. Poi ci parlo, perché sulle cime ci sono delle presenze, si sentono voci, ma per averne coscienza bisogna essere soli. 
Scendo dal contrafforte sud-est di Serra delle Ciavole, come spettri i pini si muovono incontro, mentre cavalli al pascolo sembrano non dare conto della mia presenza. L’acuto profumo della resina e le luci guizzanti mi fanno dimenticare per un attimo i miei demoni, ma la discesa su questo terreno è ancor più complicata della salita. I miei sensi restano in agguato. Gli scorci a cui assisto entrano solenni nel mio Cuore. Penetro il silenzio grandioso e possente del Grande Cimitero di Serra delle Ciavole. Qui è racchiusa tutta la Natura del Pollino. Mi fermo a fantasticare sul tronco di un loricato, tagliato chissà quante decine di anni prima e lasciato qui dal suo carnefice! 
I miei demoni interiori sono le mie emozioni, i miei pensieri, le mie paure, i miei stati mentali, i miei ricordi che adesso si disperdono, come non mai, in questo immenso, come semi di pino. Senza le mie emozioni non potrei vivere, ho imparato a conviverci nutrendole poiché da demoni possono trasformarsi in bussole preziose necessarie per orientare il mio viaggio e proseguire, adesso più che mai, verso territori a me sconosciuti. 
Col tempo, grazie alla montagna, ho imparato a conoscere i miei demoni. Non sono più così spaventosi come mi sembravano all’inizio. Grazie ai miei demoni sono riuscito a vivere la truce grandezza e le perdute solitudini del Pollino. 
Mi godo ancora per poco questo viaggio nel Pollino, poi sarà Vita e continuerò ad assaporare ciò che riesco e riuscirò a conquistare giorno per giorno, perché solo accettando se stessi si potrà migliorare.
Credo che tanti altri, come me, avranno i propri demoni. Il problema di molti è che ignorano eternamente i loro demoni non riuscendo ad accettarli! 
E’ sera quando nelle ultime luci, col Cuore gonfio di memorie, guardo da quassù la terra dei miei padri, ascolto la loro voce! I miei demoni sono domati! Oh Anima mia!

25 agosto 2018

Il senso dello stupore...


Il senso dello stupore è il dono più prezioso che riceviamo quando nasciamo. Ad ogni bambino spetta di diritto. Guai a perderlo, altrimenti la Vita sarà incolore e piatta. Il senso dello stupore è quell’esperienza oltre la quale brilla un mondo inesplorato, il cui orizzonte sfuma perennemente davanti al nostro lento avanzare.
La montagna mi ha preparato per andare più lontano. La montagna per me è stata sempre fonte di felicità e spero che lo sarà per sempre. La montagna per me è stata fonte di preziosi insegnamenti e grandi consolazioni. Chi va in montagna riesce a captare meglio certe cose, riesce ad arricchirsi interiormente.
I pini loricati ci vengono incontro come spettri in una atmosfera carica di silenzio. C’è una quiete che diventa mistero, una bellezza solitaria a tratti malinconica, quella del Pollino, mentre l’odore della resina penetra la nostra anima.
I grandi silenzi del Pollino mi hanno sempre raccontato le cose più belle, l’avventura è anche saper guardare dentro noi stessi, per scoprire chi realmente siamo e che cosa vogliamo.
In un crescendo di Vita e di sole che cattura sogni, emozioni, paure e gioie, la nostra felicità trabocca di luce. I profondi silenzi, le grandi solitudini liberano dall’ansia e dall’angoscia di arrivare.
Ebbri di gioia stiamo sulla vetta agognata in contemplazione e raccoglimento.
Daniele e Federica si allontanano a fare foto. Lascio a loro questa esperienza intima, personale, con se stessi e con l’ambiente che li circonda. Io resto solo. Il mio cuore sorride in silenzio. Penso agli uomini che hanno vissuto quassù ad inseguire albe e tramonti, penso che anche loro, tra stenti e miseria, non siano stati insensibili a tanta austera bellezza, a questa atmosfera di mistero originario. Il tempo pare rallentato. Mi godo questa lentezza, mi godo la mia libertà.
Sto bene qui, lontano dal brusio di inutile parole, in quest’angolo solitario e recondito, uno spettacolo fatto di silenzio e profumi, emozioni intense, irripetibili.
Salutiamo la cima passando in mezzo ad un grande cimitero di pini loricati. Nuove emozioni ci assalgono, respiriamo a pieni polmoni un’aria carica di odori pregni di umidità e di erba profumata.
Cerchiamo nella luce del cielo un soffio di leggerezza, un attimo di pace da portare in fondo al nostro grande silenzio.
Il senso dello stupore ci fa sentire uniti a qualcosa di grande, è stato così per tutti quelli che ho accompagnato tra questi luoghi. Lo stupore diventa una vibrazione benevola tra noi e la montagna, a volte con timore ci fa sentire grati, appagati e felici. Riappropriandoci del senso dello stupore si sanano le ferite del giorno prima. Nella solitudine dei monti del Pollino, nel respiro estivo delle sue pendici, nel sole radioso delle sue altezze, nell’acuto profumo resinoso dei loricati. Nel sapore dell’acqua di sorgente ascoltando una voce. Nella promessa della vetta. Vite comuni. Vite segrete. Qua devi venire, se vuoi essere solo con te stesso.

Alla scoperta di nuove sensazioni, respiro il profumo della resina. Respiro il magnifico incenso delle altitudini Polliniane.
Tra odori di muffa e profumi di foglie bagnate il bosco ci consegna emozioni che spalancano le porte alla meravigliosa bellezza di una rosalia alpina.
La montagna mi ha reso felice, continua ad ispirarmi a sognare in un’epoca in cui non ci è più concesso sognare.

12 agosto 2018

Oggi il mio Cuore ha sorriso in silenzio.
Quassù, nella solitudine dei monti del Pollino, nel respiro estivo delle sue pendici, nel sole radioso delle sue altezze, nell'acuto profumo resinoso dei pini loricati, qua devi venire, se vuoi essere solo con te stesso.
12 agosto 2018


24 luglio 2018

Vibrazioni solitarie

Nel fruscìo delle foglie, nell’odore acre del sottobosco, divento parte della natura ed in me si risvegliano emozioni ataviche che solo con le solitarie riesco a scoprire e provare. Il mio è un ritorno all’inizio della vita, una trasformazione, come riassaporare tutto dal principio, scoprire dentro di me un altro individuo, arrivare dove prima non ero riuscito, scoprire capacità che non sapevo di avere. 
Come tutte le storie della natura anche quella dei pini loricati è una storia di vita e di morte, di magia e mistero tra crinali e valli che si inseguono. Sul contrafforte sud-est di Serra delle Ciavole il vento è forte, mai ho visto i pini loricati ondeggiare al sole come canne. Un brivido percorre la mia schiena quando salgo tra questi giganti arborei e chiazze di ginepri prostrati al vento, intimorito nel disturbare questo luogo mentre il vento si insinua tra i rami e le rugose radici affioranti producendo uno strano ululato che rapisce il pensiero. 
Su questo pezzo di terra trafitto dalle folate resto fermo, immobile ad ascoltarmi dentro. Divento anch’io una pianta millenaria, salgo e ridiscendo in questo viaggio nel tempo, la mia pelle-corteccia ascende la vetta della mia interiorità, scalo la mia intima conoscenza fatta di solitudine cercata e sentimento per il bello ed il sublime. Tutto è imponente e bellissimo. Sono in balia del mio cuore, tra emozioni e stati d’animo che non mi danno un attimo di respiro. Vivo un momento che non si ripeterà più, perché ogni momento non è mai uguale ad un altro, in una solitudine estrema sperdo le mie ansie al vento. 
Credo che riuscire a vivere la montagna in solitaria sia un privilegio concesso a pochi e che nel vivere questa condizione ci sia un qualcosa di mistico e trascendentale. Per me la solitudine è una meravigliosa conquista forse per altri resta una tremenda condanna. Amo la solitudine e l’andare in montagna in solitaria, ma devo ammettere che non mi sento un uomo solo. 
E’ un mondo magico quello delle solitarie, un mondo dove tutto si dilata e dentro di te si aprono sentieri sconosciuti tutti da esplorare. Un mondo duro e difficile dove a contare sei solo tu ed i sensi perché tutto da un momento all’altro può superarti. Un malore, una slogatura, una pietra che viene giù, una scivolata, perdere i sensi, forse in queste incognite è nascosta la chiave di tutto. 
Siamo noi che diamo un senso alle montagne. Le montagne sono sempre le stesse. Siamo noi che cambiamo quando ritorniamo da un’escursione scoprendo veramente noi stessi. Quando vado in solitaria mi trasformo, sono solo con le mie paure, con le mie lacrime, con le mie gioie. Sono solo con le mie passioni ed i miei amori. Sono solo, circondato da vibrazioni che mi è difficile descrivere a parole, una dimensione fatta di fatica e di sudore, il Cuore da cui tutto dipende. 
Quello che qui ha senso è ciò che non si vede. Seduto su un masso all’ombra di un pino loricato penso molto agli affetti, a questo richiamo incombente, reale. Non vivo solo ma sono responsabile verso la mia sposa, i miei figli, i miei genitori. Forse esiste un rifugio più dolce, più buono dell’ambiente severo della montagna ed è quello dell’amore verso le persone a cui si vuole bene. Faccio il mio esame di coscienza mangiando pane e pomodori. 
Il mio andare in montagna è soprattutto ricerca, andare oltre la vetta, misurarsi, cercare se stessi. L’importante è salire. Interiormente. Sentire quelle intime vibrazioni che in molti anni hanno prodotto un buon numero di esperienze emozionali. 
L’avventura è ancora possibile tra le nostre montagne, basta saperla cercare, basta saper godere di quella solitudine che ti fa sentire parte vibrante della Natura.
Il Pollino mi ha dato molto. Molto resterà del Pollino nel mio Cuore.