11 maggio 2018

Il silenzio...


Attraversare i boschi del Pollino significa “gustarne” l’Anima, viverne i profumi, i suoni, i silenzi! Sono luoghi che artigliano il Cuore.
In questi giorni che mi sono stati concessi ogni volta accendo un fuoco, sono emozioni forti, sono i fuochi che catturano sogni, paure e gioie! Fuochi da tenere in Vita sempre!
Momenti fatti di passi lenti e pazienti che riconciliano con l’essenzialità delle cose, fanno riscoprire la condizione semplice e pura dell’esistere. E quando i filamenti di vapore lambiscono le rocce noi ci muoviamo quasi in punta di piedi per non disturbare il silenzio che ci circonda, perché la montagna è dimensione spirituale e viaggio nell’esistenza.
Ritorniamo in silenzio ed ogni sguardo ha per me una memoria!

3 maggio 2018

Sulla cima di Serra Dolcedorme


Il viso cotto dall’altitudine, l’odore di terra, di umido e di neve ti rimane segnato nelle narici, mentre anche adesso che sono a casa riesco a sentire il freddo ululato del vento avvolgermi come una vertigine profumata. 
La cima di Serra Dolcedorme è quel luogo che non si dimentica, si è circondati da una solenne vastità, fatta di rocce e canaloni detritici. E’ un attimo dove rendersi conto che puoi scioglierti negli elementi fatti di luce, di neve e di vento. Oggi sulla cima è stato come trovarsi nel cuore di un immenso respiro.
Arriverà la mia ora e forse mi chiederò cosa ho fatto di bello?! Ho fatto  conoscere a tante persone, attraverso la montagna, parti di ignoto che non si scoprono ma semplicemente si ascoltano. E che i giorni più belli sono stati quelli in cui ho tolto via tutto, perché la montagna è il terreno di espressione più bello e più intimo su cui allenarsi. Attraverso la montagna ho conosciuto l’amore romantico e l’amore dell’amicizia.
Oggi siamo stati in vetta, sul Dolcedorme, perché un padre ha deciso di regalare al figlio, per il suo ventisettesimo compleanno, una salita in montagna. Detta così sembrerebbe una punizione, ma è stata una delle più belle salite mai realizzate, a combattere col vento a pieni polmoni e portare a casa tanta quiete e bellezza. A differenza di tanti abbiamo inseguito ciò che costa molto, ciò che richiede sacrificio e sudore, affidandoci interamente a noi stessi e con coraggio abbiamo tenuto testa alle nostre paure!
Sulla cima di Serra Dolcedorme non c’era nessun pubblico, nessun applauso, solo il rumore del vento. Che grande lezione!

30 aprile 2018

Perdersi nel tutto


Le montagne uniscono gli uomini e favoriscono la scoperta di nuovi orizzonti, naturali certo ma anche mentali.
Essere nella Natura, nel momento stesso di perdersi nel tutto, diventa anche fuga e riparo dallo stress quotidiano e dal caos cittadino, ritagliarsi un piccolo spazio dove rifugiarsi e riscoprirsi in un ideale pausa rigenerante per la mente e per l’Anima, lontano dai luoghi del frastuono e della finzione.
Attraversiamo nevai e pozzanghere di neve, ognuno perso nei suoi pensieri o preso dai discorsi condivisi, godiamo di momenti di perfetta euforia per mettere meglio a fuoco quell’indizio nascosto che c’è tra l’uomo e la Natura. Non siamo soli e irriconosciuti. La Natura ci fa dei cenni e noi la ricambiamo.
L’odore di mille profumi sui pianori e poi il bosco, la cui frescura arriva come una corrente a ristorare l’Anima, mentre ascolto il vento raccontare ai faggi storie che vengono da lontano.
Sulla cima e nei boschi ci perdiamo nel tutto, ascoltando le voci del Cuore, talvolta anche con nostalgia ripensando al patrimonio di ricordi condivisi e vissuti, conservati nella memoria.
Sulla cima per un attimo dimentichiamo il mondo. I miei amici si appartano, ognuno abbracciato all’altro.  
Ho sentito silenzi di tutti i tipi…ma questo è il più bello!

23 aprile 2018

Il profumo della primavera


Ammassi di neve ormai sporca si sciolgono in rigagnoli d’acqua fangosi. Le ore di luce sono aumentate, il sole scalda il terreno, nutre il cuore della terra. La Grande Madre è contenta, restituisce tappeti di fiori. 

I rami dei faggi iniziano ad aprirsi ai germogli. La vita è nell’aria in un tripudio di colori e profumi, nei boschi i canti degli uccelli.

Primavera come acqua che bagna di vita, nodo di emozioni nella rinascita di prati, pascoli e boschi. Rigagnoli come vene argentee, brucio al sole delle mie emozioni perché della Natura io sono parte. 

Con Mariella e Renato ammiriamo tutta la bellezza che ci circonda respirando l’azzurro del cielo e gli umori della terra umida. Nei nostri discorsi immagini, emozioni credute sepolte per sempre riaffiorano con prepotenza.
Lontano dai frastuoni della quotidianità camminiamo insieme nel verde, sentendoci davvero liberi. 

10 febbraio 2018

Calendario attività 2018

Sogni di libertà...
Se ti piace la montagna, se ami la libertà e le mete che hanno un’anima, se sei a caccia di esperienze memorabili, autentiche, fatte di vissuto e quotidiano, scegli Sentieri Moranesi per ritrovare il senso della condivisione.
Scegli la montagna come medicina alla fretta. Andremo piano, il passo costante, ci fermeremo quando sentiremo il bisogno, ci guarderemo attorno per osservare, chiacchierare, raccontandoci la vita vissuta ed aspetteremo solo che sia notte per poter riposare.
Perché costruiamo la nostra identità con le persone incontrate, i paesaggi rimasti negli occhi, le emozioni delle nostre avventure… 

3 dicembre 2017

Le icone di San Nicola



Sono 2.700 le chiese nel mondo dedicate a San Nicola, patrono di Bari. E proprio al santo di Myra che da secoli unisce popoli e culture, è stata dedicata la mostra promossa dall’Associazione San Nicola di Morano Calabro (CS) in collaborazione con il Museo delle Icone e della Tradizione Bizantina del Comune di Frascineto, quest’ultimo proprietario della bella collezione di icone dedicate al santo protettore della Russia.
La conferenza di presentazione è stata tenuta sabato 2 dicembre c.a. nella cripta della chiesa dedicata al Santo di Myra nel borgo di Morano Calabro. 
Alla conferenza sono intervenuti:
-        - Don Francesco Di Chiara, vicario diocesano e parroco della parrocchia di S. Nicola;
-         - Vito Aloisio Monopoli Presidente dell'Associazione S. Nicola.
-      - la Dott.ssa Caterina Adduci, responsabile del Museo delle Icone e della Tradizione Bizantina del comune di Frascineto.
Don “Ciccio” di Chiara ha ringraziato gli intervenuti, il Museo e l’Associazione per aver voluto dedicare la manifestazione a questo santo molto importante. Il sacerdote ha messo in evidenza non certo l’aspetto artistico delle icone, per cui non sono semplici dipinti da ammirare, mapreghiera dipinta”. Ed anche chi realizzava queste meraviglie, ha continuato il parroco, non lo si deve pensare come il classico pittore che “con sigaretta e bicchiere di vino” dipingeva per passare il tempo. L’iconografo prima di iniziare il suo lavoro si offriva al Signore attraverso la penitenza, il digiuno, la fede e quindi stiamo attenti conclude don Ciccio a sminuire queste immagini a semplici dipinti!
Per Vito Aloisio Monopoli, Presidente dell’Associazione che ha promosso l’evento è stato un modo per sentirsi a casa. Pugliese di origine e moranese di adozione ha ripercorso con il suo intervento alcuni anni della sua vita quando in qualità di guida turistica accompagnava i visitatori nelle chiese rupestri del territorio pugliese e ricorda ancora un episodio che accadde durante la preparazione di un esame di storia dell’arte bizantina, episodio che “diede una chiave di lettura del mio percorso personale” continua Monopoli e precisamente la lettura della risposta del Papa di Roma fatta all’imperatore d’Oriente con una frase in latino: “PER VISIBILIA AD INVISIBILIA”, cioè attraverso le immagini visibili tendiamo all’invisibile, per cui l’immagine iconografica per chi la osserva e venera deve tendere ad arrivare verso ciò che non vediamo.  
Il pregevole intervento della dott.ssa Caterina Adduci, responsabile del Museo delle Icone e della Tradizione Bizantina del comune di Frascineto che conta centinaia di opere e che ha invitato i presenti a visitarlo, ha abbracciato la vita del Santo, la realizzazione delle icone, sino ad arrivare alla spiegazione di alcune immagini esposte durante l’evento.  San Nicola, spiega la ricercatrice, nacque intorno al 280 d.C. in Licia nell’Asia Minore, dove morì tra il 345 e il 352. Nel 1087 le sue spoglie furono portate a Bari dove si trovano tutt’ora. Fu un santo molto amato già in vita per la sua carità e successivamente invocato da generazioni come difensore e protettore dei bambini, delle ragazze giovani e dei naviganti. Si narra che abbia salvato con tre sacchi di monete d’oro tre sorelle di una famiglia povera che il padre voleva far prostituire per procurarsi la dote per sposarle, che abbia richiamato in vita tre bambini uccisi da un macellaio, che abbia sedato delle tempeste in mare durante i suoi viaggi. Pertanto le icone di San Nicola sono numerosissime. Alcune lo ritraggono a mezzo busto, altre in piedi, la maggior parte riporta intorno alla sua figura le scene della sua vita, secondo le conoscenze agiografiche della tradizione. Infine la sua festa celebrata il 6 dicembre e la sua venerazione nei secoli ha preso la forma di vere e proprie tradizioni popolari: per chi non l’avesse riconosciuto san Nicola diventa il vescovo con la barba bianca, che nell’Europa centrale e del nord porta i doni ai bambini. Questa tradizione si diffonde negli Stati Uniti dove san Nicola prende il nome di Santa Claus e perde gli abiti vescovili pur mantenendo i colori e la barba, per tornare infine a noi come Babbo Natale!
Per chi volesse vedere le circa venti icone dei secc. XVII – XX provenienti dal Museo delle Icone e della Tradizione Bizantina di Frascineto (CS) può farlo fino al 9 dicembre dalle ore 18:30 alle ore 20:00 presso la cripta della chiesa di San Nicola di Bari a Morano Calabro (CS).